irregolarita-intestinale-icona Irregolarità intestinale: Cos’è?, sintomi e rimedi

Irregolarità intestinale

IRREGOLARITÀ INTESTINALE: COS’È ?

La sensazione di intestino irregolare o «pigro» è uno dei disturbi intestinali più frequenti: si stima ad esempio che soffra di transito intestinale rallentato circa il 15-30% dei pazienti affetti da stipsi. Quando parliamo di intestino pigro, ci riferiamo a quell’insieme di disturbi che causa un’alterazione della motilità intestinale, arrivando appunto a rallentarne il transito. Questi disturbi rientrano nell’insieme delle patologie cosiddette “funzionali”: ovvero, non vi sono alterazioni o danni organici evidenti, come ad esempio nella diverticolite o nella malattia di Crohn, ma sono alterate le normali funzioni dell’organo coinvolto, in questo caso l’intestino.

Sono soprattutto le donne e gli anziani a soffrire di questo disturbo, per varie motivazioni:
• le donne, a causa di influssi ormonali legati al ciclo mestruale o fisiologici come la gravidanza;
• gli anziani poiché spesso presentano difficoltà nell’introdurre il giusto apporto di liquidi e fare un adeguato movimento, oltre a condizioni pregresse come la assunzione di numerosi farmaci e disturbi quali emorroidi o prolassi rettali. 

II MOVIMENTI INTESTINALI: COME FUNZIONANO

Capiamo meglio come funziona il nostro intestino e l’importanza di una buona motilità e di un corretto “tempo di transito”. Le feci sono costituite per circa il 70-80% di acqua; questa percentuale varia a seconda di quanta ne sia già stata assorbita nel corso del transito intestinale, che è a sua volta notevolmente influenzato dalle caratteristiche del cibo che abbiamo ingerito.

La funzione principale del colon (il tratto terminale dell’intestino, prima del retto) è proprio quella di assorbire acqua, insieme all’assimilazione di proteine e carboidrati grazie all’azione della microflora.
Il colon ha anche un’altra importantissima funzione: quella motoria. Le sue pareti hanno infatti la capacità di contrarsi ritmicamente generando quelle che vengono definite “onde peristaltiche”, capaci di spostare il contenuto intestinale attraverso il colon, fino al sigma per poi giungere nel retto. A questo punto, le contrazioni della parete addominale associate al rilasciamento dello sfintere anale consentono finalmente l’evacuazione.

Lo stimolo a defecare è associato al riempimento del retto: tuttavia, non è sempre così. Ad esempio, alcune persone non “avvertono” al momento giusto la presenza delle feci, che quindi ristagnano perdendo acqua e indurendosi, mentre altre persone hanno un retto molto ampio e sono quindi necessari ampi volumi di feci perché avvertano lo stimolo.

 

IRREGOLARITÀ INTESTINALE: I SINTOMI

L’irregolarità intestinale non è una condizione grave di per sé, tuttavia i disturbi associati possono essere anche molto fastidiosi ed incidere sulla qualità della vita. I principali disturbi associati all’irregolarità intestinale sono gonfiore e/o stipsi:

  • avremo stipsi vera e propria nel caso di un numero di evacuazioni inferiore alle 3 a settimana, ma ci riferiamo, oltre che al numero, anche all’eventuale difficoltà di espellere le feci. Un transito intestinale rallentato porta infatti a un maggior tempo che le feci trascorrono nell’intestino: durante questo tempo le feci si impoveriscono di acqua, diventando così più dure e ancora più difficili da espellere, comportando quindi un’evacuazione incompleta o addirittura dolorosa.
  • durante questo “ristagno”, la massa organica contenuta nelle feci continua a fermentare poiché i microrganismi componenti il microbiota intestinale perseguono nella loro azione: questo può comportare una maggiore produzione di gas e conseguente gonfiore, distensione addominale e flatulenza.

Difficilmente l’irregolarità intestinale comporta gravi conseguenze; è però purtroppo abbastanza frequente, in casi di cronicizzazione del rallentamento del transito, la formazione di un fecaloma, ovvero di un “tappo” di feci dure che diventano impossibili da espellere e richiede l’intervento del medico per la sua rimozione.

IRREGOLARITÀ INTESTINALE: I RIMEDI

I passi da seguire per risolvere o attenuare questo fastidiosi disturbi partono come sempre dall’alimentazione.
È fondamentale in primo luogo un buon apporto di fibre (la dose raccomandata è di 25-30 g al giorno, l’equivalente di 7 mele), poiché la massa che esse vanno a comporre nell’intestino rappresenta il substrato su cui agiscono le molteplici specie batteriche del colon. L’azione di questi batteri non solo interviene sulla quantità del contenuto dell’intestino, che come abbiamo visto è una determinante fondamentale per innescare un sano e completo processo di defecazione, ma insiste anche direttamente sulla motilità intestinale, oltre ad essere vera e propria fonte di nutrimento per i batteri “buoni”.

Ma come fare per aumentare la quantità di fibre che introduciamo quotidianamente con la dieta? Ecco 3 consigli utili:

  • preferire gli alimenti integrali, che non sono stati privati industrialmente degli strati più esterni dei chicchi di cereali, quelli più ricchi di fibra
  • consumare ad ogni pasto frutta e verdura: sono gli alimenti più ricchi in fibra, oltre a preziose vitamine e sali minerali
  • via libera ai legumi, da preferire decorticati se si soffre di gonfiore e meteorismo

Insieme all’assunzione di fibre, è poi sempre consigliabile fare un po’ di movimento ogni giorno e soprattutto assumere quotidianamente almeno 2 litri d’acqua.

Tuttavia, non sempre risulta agevole assumere tutte le fibre di cui abbiamo bisogno solo con l’alimentazione: in questi casi, è possibile ricorrere all’aiuto di un integratore di fibre.